semi indica

semi autofiorenti consigli ora si potrà ordinare la Cannabis terapeutica per ogni tipo di inquietudine. Inoltre, secondo quanto previsto dall’accordo di cooperazione tra Ministero della Salute e Ministero della Difesa del 18 settembre 2014 (6) è stata avviata in Italia la vendita della cannabis, in precedenza importata da coltivazioni olandesi tramite l’Office of Medicinal Cannabis.
In seguito a discussioni, studi e analisi sugli effetti della cannabis, l’Organizzazione Universale della Sanità si è considerato espressa: la cannabis può essere utilizzata a traguardo terapeutico e il suo utilizzo non comporta rischi per la salute.
Benché il fumo sia il tecnica di assunzione maggiormente conosciuto, la marijuana per uso terapeutico può essere assunta anche per via orale in forma di tè facendo bollire le infiorescenze della pianta in acqua; oppure per inalazione dei vapori che si sviluppano in seguito a riscaldamento (non combustione) della pianta ad alta temperatura (vaporizzazione).
Della cannabis si riconoscono i benefici sul dolore cronico, artrite, tremori del Parkinson, i sintomatologie della sclerosi laterale amiotrofica, gli effetti collaterali della chemioterapia, nei malati terminali, nel trattamento del disturbo post-traumatico da stress ed dell’ansia.
GLI SVILUPPI – Nel frattempo è successo perfino questo: in soli pochi giorni dal lancio vittoria una petizione su rete per la liberalizzazione della cannabis da parte di una mamma affetta da sclerosi multipla, Maddalena Migani, e di quella vittoria un medico con l’epatite C che si oppone alla Fini-Giovanardi (petizione vinta, come abbiamo già visto), qualcosa è cambiato.
Avendo una sana conoscenza dell’argomento Cannabis terapeutica, sia da parte dei pazienti che da inizia dei medici, sarà fattibile velocizzare ed ottimizzare l’inizio delle terapie creando un database (legge sulla privacy) dove raccogliere e confrontare i diversi casi il quale ci verranno sottoposti.
I nostri studi dimostrano infatti che nei pazienti con dolore cronico che fanno utilizzo di cannabis terapeutica a distanza di tre mesi i sintomi associati all’ansia e alla depressione si riducono, anche se i risultati migliori si ottengono con una terapia basata che includa anche la riabilitazione fisica, il animazione e la riduzione dello stress, il riscoprire gli aspetti positivi e nel modo che passioni al di là del dolore con il quale molti pazienti si identificano.
Anche Claudia Restivo, rappresentante siciliana della Lega Italiana contro il Dolore, ha sottolineato la necessità di reperire più facilmente la cannabis e in specie di renderla gratuita, superando così lo scoglio dell’altissimo costo delle preparazioni” che impedisce ai pazienti siciliani affetti da dolore cronico di utilizzare una terapia unanimemente considerata efficace”.
In condizioni sperimentali la cannabis ha dimostrato di agire positivamente su molti dei complessi meccanismi che determinano l’apoptosi, ovvero la morte massiva” dei neuroni, ed è questo il motivo per cui tali farmaci sono stati ipotizzati per il trattamento del morbo di Parkinson, della sclerosi laterale amiotrofica e di altre malattie che presentano una degenerazione nervosa”, compresa la SM, fenomeni di neurodegenerazione, genere quando la malattia progredisce.
Già alcuni studi hanno dimostrato l’efficacia dei derivati della cannabis nel trattamento di questa patologia, tanto che una rassegna del 2008 pubblicata sul Neuro Endocrinology Letters aveva introdotto il concetto di Deficit Clinico di Endocannabinoidi che possibile spiegazione dei benefici della cannabis nella fibromialgia, oltre che nell’emicrania, nel colon irritabile e altre patologie resistenti al trattamento.
All’origine della cannabis an uso terapeutico c’è una pianta femmina di canapa indiana, la Cannabis sativa: la parte di interesse terapeutico sono le infiorescenze, quale si trovano sulla apogeo. La cannabis terapeutica si potrà reperire nelle farmacie specializzate in preparati galenici presentando, appunto, la ricetta.
Il suo scritto del 2005 ha già dimostrato che i cannabinoidi hanno delle proprietà antinfiammatorie, dunque possono rallentare il processo che provoca presente gonfiore e proteggere i neuroni. Il dolore oncologico è considerato uno dei sintomi più importanti nella malattia neoplastica, e quello più debilitante per il paziente.